16/03/2026
Tradizione e futuro tra Toscana ed Emilia-Romagna
Il viaggio di studio della rete Scalpellini
Dal 10 al 13 marzo i partner italiani e tedeschi della rete Scalpellini si sono incontrati per un viaggio di studio in Toscana e in Emilia-Romagna: un’importante occasione di confronto e dialogo su esperienze, competenze e modelli formativi nell’ambito della lavorazione della pietra.
Il programma si è aperto a Siena con una giornata dedicata allo scambio tra istituzioni formative. Presso la Scuola Edile di Siena, i partecipanti hanno discusso sullostato attuale della rete e sulle prospettive future di collaborazione. La visita al Liceo Artistico “Duccio di Buoninsegna” e l’analisi di manufatti nel centro storico della città hanno mostrato il profondo legame tra formazione, patrimonio artistico e tecniche professionali della tradizione scalpellina.
Il giorno successivo il viaggio è proseguito tra San Gusmè e Rapolano Terme, dove i partner della rete hanno potuto osservare da vicino esempi concreti di lavorazione della pietra, in particolare del travertino, grazie a una visita alle cave di Querciolaie Rinascente, azienda leader specializzata nell’estrazione e nella lavorazione del travertino toscano e romano, e nel laboratorio di Riccardo Grazzi, artigiano e scultore. Si è potuto così esplorare l’intero processo produttivo, dall’estrazione della materia prima alla realizzazione del manufatto, evidenziando il valore delle competenze manuali e della conoscenza dei materiali.
Il giorno seguente la rete si è spostata in Emilia-Romagna, tra Riola di Vergato e Grizzana Morandi, territori storicamente legati alla tradizione degli scalpellini. Presso la Bottega degli Scalpellini dell’Associazione Fulvio Ciancabilla, i partecipanti hanno preso parte a dimostrazioni pratiche e confronti con formatori e artigiani, approfondendo il ruolo delle botteghe nella trasmissione delle competenze professionali. Il dialogo con le istituzioni territoriali ha evidenziato il legame di valore tra formazione, artigianato e sviluppo locale. La visita a Mazzetti Marmi, azienda dotata di macchinari di ultima generazione, ha inoltre mostrato le grandi potenzialità date dall’integrazione tra tradizione e innovazione.
Il viaggio si è concluso il 13 marzo presso il Comune di Vergato, con una sessione di debriefing dedicata alla definizione dei prossimi passi nella collaborazione della rete. Al centro del confronto, la volontà di sviluppare percorsi formativi congiunti a livello bilaterale, continuare a promuovere la tradizione artigiana, valorizzare la conservazione del patrimonio artistico e trasmettere le competenze professionali di scalpellino alle nuove generazioni, sviluppando strategie di comunicazione adeguate.
L’iniziativa è stata ripresa dalla stampa in diversi articoli:
27/02/2026
Innovazione, formazione e sostenibilità nel settore vitivinicolo
La rete Vino in Toscana
Dal 23 al 25 febbraio la rete del Vino ha organizzato tre giornate di incontri e visite, tra Siena e Firenze, dedicate alle connessioni tra transizione verde e digitale e formazione professionale nel settore vitivinicolo. L’iniziativa ha riunito i partner italiani e tedeschi della rete, anche con l’obiettivo di riflettere sul proseguimento della collaborazione tra i due ecosistemi territoriali oltre il progetto ConnActions.
Il programma si è aperto a Siena, presso il Santa Chiara Lab, con un workshop in cui sono stati messi a confronto i modelli duali italiano e tedesco e i diversi approcci allo sviluppo delle competenze nel settore vitivinicolo. Sono intervenuti rappresentanti della Camera dell’Agricoltura della Renania-Palatinato, del Centro di Servizi per le Attività Agricole di Neustadt an der Weinstraße, che ospita una scuola professionale, di Assoenologi, Regione Toscana e Fondazione MACH di San Michele all’Adige. Sono state anche presentate le attività e le sperimentazioni attualmente in corso nei laboratori dedicati all’innovazione agroalimentare e al farming sostenibile all’interno del Santa Chiara Lab.
La seconda giornata è stata dedicata alla conoscenza delle realtà formative e produttive locali. Il gruppo ha visitato l’Istituto di Istruzione Superiore “Bettino Ricasoli” di Siena per una presentazione sulle attività della scuola e l’impatto sul territorio. Successivamente i partecipanti si sono spostati presso l’azienda vitivinicola Villa Trasqua, che collabora con l’Istituto con percorsi formativi svolti in apprendistato duale. Nel pomeriggio la visita è proseguita a Montalcino, presso i vigneti e la cantina dell’azienda ecodinamica Mastrojanni, con una degustazione dei vini del territorio.
Il programma si è concluso presso la Scuola di Agraria dell’Università di Firenze con il workshop “Transizione verde e digitale in vitivinicoltura: innovazione, sostenibilità e competitività”. Gli interventi hanno approfondito alcuni temi chiave per il futuro del settore, tra cui le tecnologie da adottare per rendere i vigneti sostenibili, la difesa fitosanitaria, l’innovazione in cantina e il rapporto tra sostenibilità e mercati del vino. Il Weincampus Neustadt an der Weinstrasse ha infine presentato le proprie attività e la propria offerta formativa nell’ambito della filiera duale tedesca su livello universitario.
Le tre giornate hanno rappresentato un’importante occasione di confronto tra enti universitari e di ricerca, istituti di formazione e imprese, contribuendo a rafforzare la cooperazione internazionale tra i partner della rete e a sviluppare prospettive future per la formazione nel settore vitivinicolo, che inevitabilmente passa anche dalla transizione verde e digitale.
02/12/2025
La lavorazione della pietra in Alto Adige
Visita alla scuola di Lasa
Il 27 novembre 2025 i partner italiani della rete Scalpellini hanno visitato la scuola per la lavorazione della pietra “Johannes Steinhäuser” di Lasa, l’unica scuola attualmente presente in Italia specializzata nel formare la figura dello scalpellino.
Fondata nel 1870 sotto l’Impero Austro-Ungarico, passata successivamente all’Italia e poi chiusa per volere del regime fascista, l’attuale scuola è rinata nel 1982 con l’esigenza di preservare una professione che, in mancanza di una formazione ad hoc, avrebbe rischiato di scomparire. Oggi la scuola forma scalpellini, scultori e artigiani della pietra, con particolare specializzazione nella lavorazione del rinomato marmo di Lasa. Oltre alle competenze tecniche, è forte il focus sulla tradizione artistica, scultorea e architettonica della lavorazione della pietra. Nonostante la scuola non sia duale in senso stretto, rappresenta un percorso professionale rinomato e prestigioso.
Attualmente, la scuola è frequentata da circa 40 studenti tra i 14 e i 35 anni, di cui tre quarti provenienti da Germania, Svizzera e Austria, e un quarto dall’Italia. La reputazione internazionale di Lasa come centro di eccellenza nella lavorazione del marmo attira studenti da tutta Europa. Durante il percorso gli allievi apprendono le tecniche tradizionali di lavorazione, dallo scalpello manuale alla realizzazione di opere in marmo. Oltre a formare la figura di scalpellino per la costruzione di edifici, gli sbocchi professionali includono i ruoli di scultore e pietraro. Grazie alla qualità del marmo locale e all’elevata specializzazione dei corsi, gli artisti formati a Lasa hanno creato sculture, monumenti ed edifici che ritroviamo oggi in tutto il mondo. La scuola svolge un ruolo fondamentale nel mantenere viva una tradizione secolare, offrendo alle nuove generazioni l’opportunità di imparare un mestiere antico ma sempre attuale.
Durante la visita, i docenti Andreas ed Evelyn hanno illustrato la struttura dei corsi e le metodologie didattiche. I partner della rete hanno anche potuto intervistare gli studenti e osservarli direttamente all’opera nei laboratori, approfondendo così la conoscenza di questa preziosa tradizione artigianale.
17/11/2025
Un sondaggio sull’orientamento professionale
Orientamento: un sondaggio sulle scelte professionali dei giovani
La rete Orientamento ha realizzato e diffuso un sondaggio che indaga i fattori che influenzano le scelte professionali dei giovani in Italia e in Germania. Rivolto a studenti e studentesse che frequentano o hanno frequentato un percorso di formazione professionale, il sondaggio analizza la loro esperienza di orientamento e come questa potrebbe essere migliorata.
L’idea
L’idea del sondaggio è nata nell’autunno 2024 a Siena, in occasione dell’incontro tra i rappresentanti italiani e tedeschi delle reti bilaterali modello e il Comitato di Supporto e Monitoraggio (CSM) del progetto ConnActions. Dialogando con la rete Ottici, sono emerse alcune domande in merito al modo in cui i giovani compiono la propria scelta professionale: come si orientano? Quali informazioni ricevono? Quali fattori intervengono nella scelta di un particolare percorso? La rete Orientamento ha accolto questi spunti e lavorato per sviluppare un sondaggio bilaterale, a cui sono state invitate ad aderire anche le altre reti modello di ConnActions. L’obiettivo è ottenere risultati il più possibile rappresentativi in diversi ambiti professionali, utilizzabili come base per il lavoro futuro della rete.
La metodologia
Un sottogruppo della rete Orientamento si è incontrato regolarmente per definire le domande del sondaggio, in italiano e in tedesco, ponendo particolare attenzione al target e alle peculiarità culturali e linguistiche: per rendere il sondaggio più efficace, è stato necessario infatti adattare le domande al contesto e al sistema formativo del Paese di riferimento, e non soltanto tradurle nella lingua di destinazione. L’accento è stato posto su alcune tematiche centrali per la rete, quali la sostenibilità e il ruolo di tutor e formatori. In particolare, è interessante per la rete indagare in che misura gli aspetti legati alla sostenibilità influenzino la scelta professionale dei giovani, e come tutor e formatori contribuiscano al processo decisionale. Per strutturare e visualizzare le idee è stata utilizzata una lavagna collaborativa su Miro-Board, che ha consentito un lavoro trasparente e partecipativo. In una fase successiva, le possibili risposte sono state discusse in colloqui con esperti e altri partner della rete. Tale approccio permetterà di interpretare i risultati con maggiore precisione e di utilizzarli direttamente per azioni pilota previste nei prossimi mesi di progetto.
Collaborazione come fattore di successo
L’obiettivo della rete Orientamento è coinvolgere nel sondaggio tutte le reti di ConnActions, per ottenere una base di dati il più ampia e diversificata possibile. Più scuole, centri di formazione e servizi di orientamento parteciperanno, più significativi saranno i risultati. Il sondaggio fornisce dati concreti su ciò che influisce in modo determinante nella scelta professionale, come ad esempio il ruolo della scuola, dei tirocini o degli incontri informativi. Indaga inoltre i possibili margini di miglioramento, mostrando dove la ricerca di informazioni presenta lacune e dove manca un supporto sistematico ai giovani che si stanno orientando. Le risposte ottenute offrono spunti concreti per il lavoro non solo della rete Orientamento, ma di tutte le reti bilaterali modello.
I prossimi passi
Il sondaggio è attualmente in corso: tutti coloro che desiderano partecipare sono invitati a diffondere attivamente il questionario all’interno delle proprie reti. Entro la fine del 2025 è prevista una prima analisi dei dati raccolti, alla quale seguirà un incontro di presentazione e discussione dei risultati.
Contribuisci attivamente a plasmare il futuro dell’orientamento professionale: partecipa al sondaggio oppure condividilo attraverso questo link.
14/11/2025
Intelligenza Artificiale e formazione professionale
La presentazione del Prof. Dr. Gerholz
L’11 novembre la rete Ottici ha invitato l’esperto Prof. Dr. Karl Heinz Gerholz a intervenire durante il proprio consueto incontro di aggiornamento, per un approfondimento sulle applicazioni dell’Intelligenza Artificiale nella formazione professionale. Gerholz ha illustrato quattro principali funzioni dell’IA nei contesti didattici:
- Ricerca e supporto alla conoscenza
- Trasformazione dell’informazione
- Supporto decisionale
- Generazione di contenuti
Sulla base delle interviste condotte tra gli insegnanti della formazione professionale in Germania, è stato possibile dimostrare che il 64% degli insegnanti utilizza attualmente l’IA soprattutto per creare contenuti, mentre solo il 2% impiega i chatbot come “alleati” per favorire l’apprendimento. L’IA offre infatti una grande opportunità in termini di sparring partner, per stimolare la creatività e il pensiero critico e, allo stesso tempo, per ridurre l’impoverimento delle competenze. Per questo, ha sottolineato il Prof. Dr. Gerholz, l’IA deve essere utilizzata come “sparring partner” e non come “macchina delle risposte”.
Con riferimento all’integrazione dell’IA nei contesti formativi, inoltre, è emersa la necessità di sensibilizzare i formatori all’uso consapevole delle tecnologie, affinché possano accompagnare gli studenti nello sviluppo di competenze critiche e nella valutazione dei risultati generati dall’IA.
È stato poi affrontato il tema dell’IA nelle professioni artigiane e nelle politiche governative. Gerholz ha evidenziato come il rapido sviluppo dell’IA in ogni campo professionale richieda da un lato grande esperienza pratica del mestiere e dall’altro una capacità di governare il digitale. Per quanto riguarda i decision maker nelle istituzioni, l’impressione è che sia necessario un aggiornamento puntuale delle competenze per conoscere realmente l’innovazione tecnologica, le potenzialità e i rischi.
La presentazione ha esplorato anche le modalità di apprendimento delle nuove generazioni, che si distinguono per alcuni elementi quali bassa soglia dell’attenzione, alta familiarità con la tecnologia, predilezione per la collaborazione e per forme di apprendimento coinvolgenti e interattive. In questo quadro è stato presentato l’approccio del microlearning, basato su unità formative brevi e integrate con media digitali: una metodologia applicabile anche a settori tecnici come l’ottica.
Infine, è stato discusso l’uso del cellulare negli ambienti scolastici, tema di cui si sta molto discutendo anche in Italia. Sono stati illustrati quattro approcci — dal laissez-faire al divieto totale, fino alle politiche di utilizzo proposte dagli studenti stessi o specifiche per il particolare contesto formativo-professionale. Le Student Generated Policies, in particolare, sono ritenute efficaci perché contribuiscono a promuovere responsabilità e consapevolezza.
13/11/2025
La sostenibilità delle reti modello
Un workshop con la metodologia LEGO® Serious Play®
Il 10 novembre 2025 i partner italiani delle reti Artigianato e Orientamento si sono incontrati a Milano per partecipare a un workshop, organizzato dal team di progetto ConnActions, incentrato sulla sostenibilità futura delle reti bilaterali modello. In vista della conclusione del progetto, infatti, le reti stanno cominciando a riflettere su come garantire la continuità della propria collaborazione. In particolare, si è riflettuto su come potrebbe proseguire il partenariato: che forma assumeranno le reti? Di cosa avranno bisogno per continuare a cooperare? Come saranno finanziate le attività? Quali possono essere le piattaforme organizzative utili allo scopo?
Per rispondere a queste e altre domande, i partecipanti al workshop sono stati guidati da una facilitatrice attraverso la metodologia LEGO® Serious Play®: i famosi mattoncini sono utilizzati per comunicare, risolvere problemi e approcciare temi complessi, sfruttando il principio del “fare prima di pensare”.
In particolare, ogni partecipante ha costruito il proprio personale modello di rete bilaterale, cercando di rispondere alla domanda “che forma avrà la tua rete nel 2028, ovvero 2 anni dopo la fine del progetto ConnActions?”. Successivamente ognuno ha spiegato il proprio modello agli altri, attivando così una riflessione collettiva. Si è poi proseguito creando modelli di gruppo, utili per condividere idee, cercare soluzioni e prendere decisioni. Il workshop si è concluso con l’elaborazione di un elenco di azioni concrete e misurabili, che possono essere attuate anche nel breve periodo, con l’obiettivo di creare oggi le basi per una collaborazione stabile domani.
06/10/2025
Focus Group a Pavia
Un focus group a Pavia sulle aziende studentesche sostenibili
Il 2 e 3 ottobre 2025 la rete Gusto si è incontrata a Pavia per un focus group incentrato sulla presentazione del modello per la creazione di aziende studentesche sostenibili, svoltosi nell’ambito di un evento promosso dalla Camera di Commercio di Pavia, Cremona e Mantova. L’iniziativa ha riunito dirigenti scolastici, studenti e rappresentanti delle istituzioni, con l’obiettivo di presentare modelli di imprenditorialità giovanile sostenibile e nuove opportunità per la formazione professionale.
Tra i momenti più significativi, la presentazione del modello tedesco a cura di Martin Häussler, insegnante della scuola Georg von Langen di Holzminden e coordinatore regionale per le aziende studentesche sostenibili della Bassa Sassonia, e del dirigente scolastico Andreas Hölzchen, che hanno illustrato le esperienze di successo delle cosiddette NASch – Nachhaltige Schülerfirmen. Per la parte italiana, il dott. Manna del Ministero dell’Istruzione e del Merito ha illustrato le esperienze di aziende didattiche attualmente in corso negli istituti tecnici, evidenziando come queste realtà rappresentino un ponte concreto tra formazione e mondo del lavoro. Durante l’evento la rete Gusto ha anche annunciato l’avvio del primo progetto pilota tra la Schülerfirma 13 della BBS2 di Wolfsburg e l’ODPF Istituto Santachiara di Voghera e Stradella.
Il focus group è poi proseguito con un workshop che ha coinvolto tre gruppi di lavoro bilaterali della rete Gusto:
- Schülerfirma 13 della BBS2 di Wolfsburg con ODPF Istituto Santachiara
- Istituto Professionale APolf e Centro di Formazione ENAIP con Walter Gropius Schule di Hildesheim
- Istituto Agrario Gallini e Schülerfirma della IGS List di Langenhagen
I tre gruppi hanno condiviso idee e strumenti per dare forma a tre rispettivi progetti pilota di aziende scolastiche bilaterali, con l’obiettivo di individuare una formula giuridica comune, capace di valorizzare queste esperienze. In particolare, gli esperti tedeschi Häussler e Hölzchen hanno fornito utili indicazioni operative basate sulle esperienze concrete delle reti tedesche NASch.
Durante le due giornate non sono mancate le visite alle realtà formative del territorio, tra cui l’Istituto Agrario Gallini, che ha mostrato le attività legate all’agricoltura e all’innovazione sostenibile, e la fiera Autunno Pavese organizzata dalla Camera di Commercio, con visita agli stand dei produttori locali. Presso i centri di formazione Santachiara di Stradella e APolf di Pavia gli studenti hanno preparato e servito il pranzo, dimostrando impegno didattico e attenzione alla qualità dei prodotti locali.
L’incontro ha confermato il grande valore della collaborazione tra scuole italiane e tedesche e ha ribadito la centralità delle aziende studentesche sostenibili come strumenti di crescita, innovazione e formazione professionale.
10/07/2025
Professione ottico: tra evoluzione e futuro
Trend e prospettive del settore
Già durante la Fiera MIDO di Milano, tenutasi a febbraio 2025, la rete Ottici ha affrontato il tema del dinamismo e dell’evoluzione continua di questa professione. Non si tratta più solo di un mestiere tecnico, ma entra in gioco il tema dell’incontro tra scienza, innovazione e relazione umana. La crescente domanda di competenze qualificate in questo settore apre scenari ricchi di opportunità, ma anche densi di sfide che impongono di avere una visione strategica del futuro.
Alcuni dati di settore
Secondo i dati presentati da Unindustria a novembre 2024, il settore degli ottici in Italia conta oggi circa 21.500 professionisti abilitati attivi, con un tasso di impiego che supera il 90% nei centri ottici. La restante parte delle figure opera in imprese collegate alla distribuzione o all’industria. I centri ottici attivi sul territorio nazionale sono circa 10.000: il 75% è costituito da realtà indipendenti, mentre il 25% appartiene a gruppi o a catene. Ogni anno si registrano tra 650 e 700 nuovi ottici abilitati, ma la domanda del mercato continua a superare l’offerta: ciò evidenzia un divario tra le esigenze occupazionali e la disponibilità effettiva di nuovi professionisti.
Formazione dinamica per una professione in cambiamento
L’elemento chiave nel futuro della professione è la formazione continua. I fabbisogni visivi della popolazione cambiano, la tecnologia si evolve e i modelli di business si trasformano: è fondamentale, perciò, che la preparazione dell’ottico sia flessibile, aggiornata e interdisciplinare. La formazione non può più limitarsi alla preparazione tecnico-scientifica: servono competenze relazionali, digitali, gestionali e comunicative. L’ottico del futuro dovrà sapersi muovere con agilità tra salute e benessere, tecnologia e customer experience, consulenza e imprenditorialità.
Quali elementi influenzeranno maggiormente il futuro della professione?
I trend di evoluzione demografica e invecchiamento della popolazione comportano necessariamente un aumento della domanda di soluzioni visive personalizzate. La digitalizzazione introdurrà nuovi strumenti diagnostici avanzati, l’Intelligenza Artificiale e l’e-commerce trasformeranno l’esperienza di cura e di acquisto. Dal punto di vista normativo, la regolamentazione sanitaria, l’evoluzione delle competenze abilitanti e le politiche di categoria avranno un impatto diretto sul ruolo e sul riconoscimento della figura dell’ottico. Anche i modelli di consumo, infine, impatteranno la professione: il cliente è sempre più informato, esigente e orientato a un’esperienza integrata tra prodotto e servizio.
Il futuro della professione non quindi è solo da osservare, ma da costruire. Per esempio, gli ottici potranno espandere il proprio raggio di intervento verso il benessere visivo personalizzato, con soluzioni su misura per ogni fascia d’età e stile di vita, ma anche aprirsi al campo della prevenzione e degli screening visivi, in collaborazione con altre figure sanitarie. Il punto vendita potrà beneficiare di una gestione imprenditoriale avanzata, attraverso strategie di marketing esperienziale volte alla fidelizzazione del cliente. L’integrazione con il digitale potrà strutturarsi sempre più, per esempio grazie alla consulenza a distanza. La formazione e il mentoring saranno strumenti fondamentali per contribuire alla crescita dei colleghi.
Suggerimenti per abbracciare il cambiamento
Investire nella formazione trasversale è un primo passo per affrontare con il giusto approccio le sfide del futuro, integrando così la preparazione tecnica con corsi di comunicazione, gestione aziendale, marketing e competenze digitali. Senza dimenticare di coltivare una rete professionale solida, per esempio partecipando a fiere, convegni, corsi e momenti associativi: il confronto con i colleghi diventa ancora più prezioso per restare al passo con i cambiamenti, ricevere spunti di miglioramento e adattare la propria offerta ai trend emergenti.
10/07/2025
Il cantiere-scuola
Dove formazione e patrimonio si incontrano
Il cantiere-scuola è il luogo in cui si fondono formazione e impresa: il contesto di lavoro che diventa didattica. Questa metodologia innovativa, a cui ricorre di frequente la Scuola Edile di Siena, partner della rete Scalpellini, intreccia in modo coerente e sistematico teoria, pratica e ricerca scientifica. Il cantiere-scuola consente l’immersione totale in un ambiente che rispecchia un vero e proprio cantiere di impresa, a livello sia tecnico sia organizzativo.
La proposta formativa si rivolge a un target molto vasto: operatori laureati, diplomati e non; soggetti già inseriti nel mondo del lavoro o in attesa della prima occupazione; allievi di scuole, università, enti di ricerca; partecipanti a percorsi di avvio professionale nel campo del recupero e della manutenzione dell’edilizia storica e del patrimonio culturale; soggetti appartenenti alla pubblica amministrazione o al mondo delle imprese.
Il cantiere-scuola si basa sul “learning by doing”: gli allievi hanno la possibilità di imparare non solo le tecniche di costruzione, restauro e salvaguardia di edifici, ma anche la responsabilità e l’autonomia, il rispetto delle norme di sicurezza, il lavoro di squadra. L’assetto lavorativo spinge gli allievi a essere sempre attivi, poiché la didattica è basata su compiti reali e l’apprendimento avviene per esperienza diretta.
All’interno del cantiere, gli allievi sono affiancati da un esperto che ha il compito di calarli nella realtà lavorativa e che adatta l’insegnamento alle diverse casistiche pratiche affrontate. La docenza è intesa come trasmissione del “saper fare” e dell’esperienza lavorativa. Nel cantiere-scuola, il testimone della docenza passa continuamente dalle mani del professore universitario a quelle dell’operaio, dal professionista all’artista, in un processo di reciproca contaminazione in cui diventa sempre più difficile definire contorni esatti tra docente e discente.
Il legame con la manutenzione e il recupero degli edifici con valore storico-artistico
In genere, l’apertura di un cantiere-scuola è concordata con le istituzioni della città e realizzata nell’ambito di un percorso con doppia finalità: la formazione professionale degli allievi e l’attività di manutenzione o recupero di un’opera pubblica, a beneficio di comunità e territorio. La conoscenza dell’edificio o del monumento, del patrimonio storico e del contesto ambientale, nonché dei materiali e delle competenze necessarie nel processo di manutenzione o recupero sono elementi fondamentali dell’approccio e della metodologia del cantiere-scuola.
L’Italia è tra i primi paesi al mondo per concentrazione di beni artistico-culturali, e Siena è parte integrante di questo patrimonio. La valorizzazione dei beni culturali ne presuppone in primis la tutela, che consiste nel riconoscimento, nella conservazione, nella protezione e nel restauro. Preservare fisicamente i beni culturali è cruciale per la fruizione di questi beni artistici e per custodire il patrimonio architettonico di un territorio. Per questo, salvaguardare e tramandare la professionalità di coloro che intervengono sul patrimonio stesso è un’azione fondamentale e preziosa!
01/07/2025
Valorizzare la professione dello scalpellino
Un focus group a Siena
I partner italiani della rete Scalpellini si sono incontrati il 30 giugno per confrontarsi sulle prospettive future della professione e individuare filiere e mestieri sui quali instaurare una collaborazione tra Germania e Italia. Al focus group hanno preso parte persone che direttamente lavorano o sono attive nel settore: scalpellini, scultori, rappresentanti di associazioni di categoria e appassionati della materia. L’incontro si è incentrato su tre domande fondamentali:
1. Che cosa fa esattamente lo scalpellino?
Ai presenti è stato chiesto innanzitutto di descrivere precisamente e concretamente in che cosa consiste il proprio mestiere, anche tramite una piccola dimostrazione pratica. L’obiettivo? Comprendere (anche visivamente) che cosa si produce, come lavorano le mani, quali attrezzi sono utilizzati e quali risultati si ottengono.
2. Qual è lo spazio occupato dagli scalpellini nel mercato del lavoro, anche con riferimento alle altre professioni del settore della lavorazione della pietra?
Per rispondere al quesito, occorre condurre un’analisi puntuale su prodotti, tecnologie e mercato del lavoro. È fondamentale, infatti, comprendere se esistono specializzazioni su determinati tipi di pietra, quali sono le attività più redditizie, quale ruolo gioca la digitalizzazione con riferimento a macchinari e attrezzature. Un altro importante punto è chiarire la distinzione tra mestiere artigianale dello scalpellino, intervento artistico dello scultore e attività proprie del conduttore di macchinari per la lavorazione della pietra.
3. Che cosa deve sapere e saper fare lo scalpellino?
Per inquadrare meglio la figura professionale, e dunque poterla promuovere adeguatamente, è necessario mappare il kit di competenze e conoscenze di cui deve disporre chi ambisce a fare il lo scalpellino. È necessario individuare quali percorsi di istruzione e formazione professionale sono già esistenti sul territorio, e quali sarebbe opportuno sviluppare. Infine, sarebbe interessante ragionare su come potrebbe migliorare tale offerta formativa, alla luce del suddetto kit di competenze.
Le considerazioni emerse
Lo scambio di idee all’interno della rete è interessante e, allo stesso tempo, complicato dalle numerose differenze tra i due Paesi. In Germania, lo scalpellino è un mestiere ufficialmente riconosciuto; in Italia, invece, soltanto l’Alto Adige riconosce formalmente la professione e organizza specifici corsi di formazione in collaborazione con le associazioni artigiane. Non è un tema di business, in quanto in Italia ci sono numerose attività nel settore: l’estrazione di blocchi di pietra e marmo presso le cave, per esempio, resta un settore rilevante, specie per Regioni come la Toscana. Di una certa importanza è inoltre la prima lavorazione della pietra e del marmo, al fine di realizzare manufatti utilizzabili in edilizia e luoghi pubblici (lastre per tetti, pavimenti, strade, ecc.). Anche la scultura in pietra mantiene un ruolo centrale ed è stata rivitalizzata anche grazie al supporto di tecnologie come scanner 3D e pantografi – strumenti ormai indispensabili, che tuttavia non sostituiscono del tutto il lavoro manuale. Le difficoltà riguardano le attività più “artigianali” di lavorazione della pietra, come la posa delle pavimentazioni, che è in forte declino anche a causa di procedure di appalto poco accessibili per gli artigiani locali.
Tutti gli attori sono concordi su un punto: la vera competenza dello scalpellino risiede nella conoscenza della pietra, che può essere acquisita solo con la pratica e l’affiancamento a maestri esperti.
Durante lo scambio è stato interessante ascoltare le riflessioni di Aldo Regoli, autore del libro “L’arte di lavorare la pietra”, che documenta un passato in cui in Italia gli scalpellini erano figure molto ricercate, non solo per attività oggi più note come la predisposizione e decorazione di lapidi e targhe commemorative, ma anche per il ripristino della pavimentazione di vie o piazze lastricate con pietra, per la decorazione di portoni e facciate, per il rivestimento di pareti e per la costruzione di manufatti quali mortai, abbeveratoi, macine, balaustre, capitelli, architravi, colonne, rosoni, altari, rampe di scale e scalini, pietre angolari di edifici. In un certo senso, il mestiere di scalpellino continua a esistere, ma non si vede più come un tempo.
Anche per questo motivo, la rete intende mettere a fuoco questo scenario tra presente e passato, per restituire visibilità alla professione.














































